Talismani dell’editoria. I Tallone e gli scrittori del ’900

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Alberto Tallone è stato uno dei più raffinati editori del Novecento, creatore di un’impresa di alto artigianato che, di fronte a un’editoria di massa, si è affermato nel corso dei decenni per l’eleganza ed essenzialità della veste tipografica, per le tirature limitate, per i testi composti a mano su carte di pregio. Consapevole del fatto che ripercorrere oggi l’attività editoriale di Tallone significa gettare un ponte con la grande tradizione tipografica italiana, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nel quinto centenario della morte di Aldo Manuzio (1515-2015), gli dedica una mostra all’interno della nuova area museale Spazi900, proponendo per la prima volta al pubblico un tema mai esplorato, quello del rapporto dell’editore con gli scrittori contemporanei. L’attività della casa editrice è destinata a intrecciarsi con figure e vicende che hanno segnato il mondo culturale italiano e non solo del secolo scorso. Tramite le edizioni Tallone si ripercorre la letteratura del Novecento con l’esposizione di esemplari di pregio, conservati prevalentemente nel Fondo Falqui della Biblioteca, documenti inediti, autografi, lettere, bozze di stampa, presenti nel ricchissimo archivio della famiglia Tallone.

Lungo il viale alberato che porta all’abitazione-atelier di Alpignano sono passati scrittori, intellettuali, artisti, studiosi. Nei primi decenni del secolo scorso, ancor prima della nascita della tipografia, passano di lì figure quali Sibilla Aleramo e Dino Campana. Nel 1960, con il trasferimento ad Alpignano della casa editrice, fondata a Parigi nel 1938, si intensificano i contatti con gli autori contemporanei, pronti a pubblicare i propri inediti o ad offrire la loro penna per le edizioni dei classici della letteratura. Numerosi divengono gli incontri, i progetti, le edizioni: La Mandragola con un saggio di Riccardo Bacchelli, Archimede di Leonardo Sinisgalli, Sono uno di voi di Libero de Libero. Non tutti i progetti vedono però la luce come avviene per la raccolta Morte delle stagioni di Giuseppe Ungaretti. Le scelte editoriali cadono inevitabilmente sulla poesia, una scrittura di forte creazione per lo stesso tipografo, attento artefice della composizione del testo. Si passa attraverso Guido Gozzano, Gian Pietro Lucini, Eugenio Montale e si arriva agli anni più recenti con Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Alda Merini, Eugenio De Signoribus. I rapporti sono anche con gli scrittori stranieri: primo tra tutti, il più significativo e duraturo, quello con il poeta Pablo Neruda. Ma continui si rivelano anche i contatti con studiosi e critici letterari: è il caso di Enrico Falqui, abile promotore delle edizioni Tallone nell’ambiente romano e prezioso consulente editoriale per gli scrittori contemporanei.

La mostra sarà visitabile dal 17 giugno 2015 al 30 settembre 2015.

Orario: Lunedi – Venerdì 10.00-18.00
Sabato 10.00/13.00

Ingresso libero

Indirizzo: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Viale Castro Pretorio, 105

Info: 064989344/352         <!–
E-mail: bnc-rm.ufficiostampa@beniculturali.it –>

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