MILANO

MUSEI A INGRESSO GRATUITO SEMPRE

Parco dell’Anfiteatro Romano e Antiquarium “Alda Levi”
Museo Astronomico di Brera
Hangar Bicocca
Casa-Museo Boschi Di Stefano
Studio Museo di Francesco Messina
Gallerie d’Italia
(la collezione permanente è visitabile gratuitamente, quando non ci sono mostre in corso)

  • Museo del Novecento Ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura del museo. Ingresso gratuito a partire da due ore prima della chiusura del museo e ogni martedì dalle ore 14.00.

MUSEI A INGRESSO GRATUITO PRIMA DELLA CHIUSURA

La Pietà Rondanini e il Museo del Castello
Ingresso libero: tutti i martedì dalle ore 14; mercoledì-domenica un’ora prima della chiusura.
Civico Museo di Storia Naturale
Gratis il martedì dopo le 14:00 e durante l’ultima ora di visita. Gratis per chi ha meno di 18 anni.
Civico Museo Archeologico
Gratis il martedì dopo le 14:00 e durante l’ultima ora di visita.
Museo del Risorgimento
Gratis il martedì dopo le 14:00 e durante l’ultima ora di visita.
Acquario Civico
Gratis durante l’ultima ora di visita e ogni martedì dalle 14.00.
Palazzo Morando Costume Moda
Ingresso libero ogni giorno (mart.-dom.) durante l’ultima ora di apertura dalle 16:30 e il martedì a partire dalle ore 14.
Galleria di Arte Moderna
Ingresso gratuito ogni giorno dalle ore 16.30 e tutti i martedì dalle ore 14.00.

INGRESSO GRATUITO OGNI 1^ DOMENICA DEL MESE

Pinacoteca di Brera
• Palazzo Morando
• Galleria d’arte Moderna (GAM)
• Casa Museo Boschi di Stefano
Studio Museo di Francesco Messina
Civico Museo Archeologico
Civico Museo di Storia Naturale
Acquario Civico
Castello Sforzesco
• Gallerie d’Italia
Museo Diocesano
Museo del Risorgimento e Laboratorio di storia moderna e contemporanea

 

Armani / Silos

 

Museo del Novecento di Milano

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Scene di conversazione

PINACOTECA DI BRERA, MILANO

 

Intorno a… Una serie di conversazioni per mettere in risalto la relazione fra opera dipinta e opera letteraria, congiunte da riflessioni o suggestioni tematiche all’interno di un rapporto persuasivo, misurato con attenzione verso la tela o la tavola in esame.

a cura di Sandrina Bandera, Filippo Crivelli, Giorgio Panizza, Cecilia Ghibaudi

Apprezzare e capire un’opera d’arte è sempre un’operazione complessa, che in ciascuno agisce a livelli diversi, tra il più immediato piacere estetico e la più consapevole decifrazione storica, stilistica, iconografica. È un percorso in cui siamo portati per prima cosa a connettere quell’opera con altre, a intenderne il senso proprio, di rappresentazione con i mezzi delle arti figurative.

Tuttavia spesso lo sguardo che rivolgiamo porta con sé non solo raffronti di linee e colori, ma anche gli echi di vere parole, il ricordo, o la ricerca, di testi verbali. Sono le espressioni dell’incontro di culture, tra quella del contesto in cui l’opera è nata, e la nostra, sempre rinnovata, di osservatori “moderni”. Non si tratta di riaprire l’antica competizione tra le arti, tra pittura e poesia, ma di cogliere la realtà delle relazioni, che, a monte e a valle, nel tempo in cui l’opera è prodotta e in quello in cui la guardiamo e la interpretiamo, la connettono al “mondo”. Possono essere suggestioni infinite e anche troppo libere. Abbiamo però pensato con questo progetto di sostenere la sfida, di promuovere un esperimento.

Si tratta di proporre brani letterari in senso largo, sia contemporanei, sia anche non contemporanei ma in relazione e a commento dei dipinti esposti in museo. Saranno innanzitutto i testi a occupare la scena, presenti per così dire in diretta, richiamati attraverso la voce di attori. A spiegare le connessioni e a mediare il rapporto, due studiosi volta per volta, l’uno storico dell’arte, l’altro della letteratura, dialogheranno al servizio di quanto si osserva e di quanto si ascolta. Sarà insomma una conversazione, una scena di conversazione, che davanti all’opera rievoca le voci dei testi, come fosse quella di due osservatori in funzione di tutti gli altri. Si vuole così mettere in risalto la relazione fra opera dipinta e opera letteraria, congiunte da riflessioni o suggestioni tematiche all’interno di un rapporto che vorremmo persuasivo, misurato con attenzione verso la tela o la tavola in esame.

Sulla base di queste considerazioni, entro un percorso cronologico che copre un arco temporale dal XV al XX secolo, sono stati selezionati non solo i dipinti più conosciuti e famosi ma anche quelli, non meno importanti, davanti ai quali spesso, non sempre, il visitatore scivola via.

Gli spazi della Pinacoteca non permettono purtroppo che tutte queste conversazioni avvengano di fronte all’opera. Questo sarà possibile solo per i primi due incontri, nelle sale spaziose che ospitano rispettivamente La predica di San Marco di Gentile e Giovanni Bellini e le tavole di Carlo Crivelli. Per gli incontri successivi ci si sposterà nella Sala della Passione, dove la mancanza diretta dell’opera sarà supplita dalla sua proiezione, tale da permettere una ricchezza straordinaria di particolari.

Programma 2013-2014 

17 ottobre 2013, Pinacoteca di Brera, sala VIII
Gentile e Giovanni Bellini, Predica di San Marco ad Alessandria d’Egitto, 1504-1507
Carlo Bertelli, docente di storia dell’arte
Fausto Montana, docente di lingua e letteratura greca

21 novembre 2013, Pinacoteca di Brera, sala XXI
Carlo Crivelli, Trittico di San Domenico, 1482
Emanuela Daffra, vicedirettore della Pinacoteca di Brera
Claudio Vela, docente di filologia italiana

23 gennaio 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Vincenzo Campi, Pollivendola, Cucina, Fruttivendola, Pescivendola, 1580 c.
Maria Teresa Fiorio, docente di museologia
Massimo Zaggia, docente di filologia italiana

13 febbraio 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Agnolo di Cosimo detto Il Bronzino, Ritratto di Andrea Doria in veste di Nettuno, 1532-1535 c.
Sandrina Bandera, Soprintendente e direttore della Pinacoteca di Brera
Simone Albonico, docente di letteratura italiana

13 marzo 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, Portarolo seduto con cesta, uova e pollame; Portarolo seduto su una cesta, 1735 c.
Francesco Frangi, docente di storia dell’arte moderna
Giorgio Panizza, docente di letteratura italiana

10 aprile 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Francesco Hayez, Pietro Rossi, signore di Parma, spogliato dei suoi domini dagli Scaligeri, signori di Verona, mentre è invitato nel castello di Pontremoli, di cui stava a difensore, ad assumere il comando dell’esercito veneto, il quale doveva muoversi contro i di lui propri nemici, viene scongiurato con lacrime dalla moglie e da due figlie a non accettare l’impresa, 1818-1820
Fernando Mazzocca, docente di storia dell’arte
Giorgio Panizza, docente di letteratura italiana

8 maggio 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Giovanni Segantini, Pascoli di primavera, 1896
Caterina Bon Valsassina, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per la Lombardia
Francesco Maria Colombo, direttore d’orchestra

12 giugno 2014, Palazzo di Brera, Sala della Passione
Pablo Picasso, Testa di toro, 1942
Flavio Fergonzi, docente di storia dell’arte contemporanea
Giulia Raboni, docente di filologia italiana

Primo incontro 17 ottobre, ore 17.30, sala VIII

Pinacoteca di Brera
via Brera, 28 Milano
a partire dalle ore 17.15
Ingresso gratuito

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GALLERIE D’ITALIA

PIAZZA SCALA

 

Il Novecento

 

Cantiere del’900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo

Il primo allestimento di Cantiere del ’900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo presenta 189 opere del Novecento in dodici sezioni, un approfondimento monografico e due ouvertures.

Le maggiori tendenze artistiche del periodo – Informale, Spazialismo, Movimento Nucleare, Movimento Arte Concreta, Arte Cinetica e Programmata, Arte Povera, Arte Concettuale, Pop Art italiana – sono ripercorse attraverso autori quali Lucio Fontana, Fausto Melotti, Bruno Munari, Renato Guttuso, Afro, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Pietro Consagra, Emilio Vedova, Mimmo Rotella, Enrico Baj, Piero Dorazio, Tancredi, Gastone Novelli, Piero Manzoni, Mario Schifano, Gianfranco Pardi, Enrico Castellani, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Emilio Isgrò.

Alcuni capolavori esposti:
Afro, Senza nome, 1959; Alighiero Boetti, Senza titolo, 1966; Alberto Burri, Rosso nero, 1953; Giuseppe Capogrossi,Superficie 154, 1956; Pietro Consagra, Bifrontale Pietra di luna del Caucaso, 1976; Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1951 [1949]; Lucio Fontana, Concetto spaziale: la Luna a Venezia, 1961; Piero Manzoni, Achrome, 1958; Fausto Melotti, Coppia, 1970; Bruno Munari, Negativo-positivo giallo-rosso, 1951; Mimmo Rotella, Mitologia in nero e rosso, 1962; Mario Schifano, Ultimo autunno, 1963; Tancredi, Senza titolo, 1955; Emilio Vedova, Spazio Inquieto T.1, 1957.

Dal 4 giugno al 27 ottobre 2013 le Gallerie di Piazza Scala di Intesa Sanpaolo ospitano la nuova esposizione monografica 1963 e dintorni. Nuovi segni, nuove forme, nuove immagini. Autori, movimenti, tendenze degli anni ’60 vengono rivisitati attraverso un nucleo di opere della collezione Intesa Sanpaolo, arricchito da un percorso multimediale con documenti e filmati d’epoca.

Scopri la nuova esposizione monografica
1963 e dintorni. Nuovi segni, nuove forme, nuove immagini

Scopri tutte le opere di Cantiere del ‘900

Scopri le precedenti esposizioni monografiche:

L’Ottocento

 

Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo

Il percorso espositivo delle Gallerie di Piazza Scala Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo attraversa un intero secolo di storia dell’arte, l’Ottocento italiano. Il percorso prende avvio da una serie dei tredici straordinari bassorilievi di Antonio Canova di fine Settecento, fino a un passaggio di grande significato simbolico al Novecento, con quattro capolavori della stagione prefuturista di Umberto Boccioni.
L’itinerario museale, curato da Fernando Mazzocca, si articola in tredici sezioni e ventitré sale situate in edifici di grande valore architettonico e decorativo rivisitati dall’architetto Michele De Lucchi: Palazzo Anguissola Antona Traversi, punto di svolta nell’architettura fra Sette e Ottocento, e l’adiacente Palazzo Brentani, dove si respira l’atmosfera delle dimore nobiliari ottocentesche.
Scoperte inattese accolgono i visitatori nell’ampio spazio dedicato all’Ottocento lombardo, con vedute della Milano di un tempo, del Duomo e dei Navigli oggi scomparsi, e con momenti salienti del Risorgimento, fra battaglie e atmosfere private.

Si segnalano alcuni celebrati capolavori, fra cui I due Foscari di Francesco Hayez, La confessione di Giuseppe Molteni, La battaglia della Cernaja di Gerolamo Induno, Interno del Duomo di Milano di Angelo Inganni,Veduta del Naviglio sul ponte di San Marco di Giuseppe Canella, La raccolta dei bozzoli di Giovanni Segantini,Ritratto di Fattori nel suo studio di Giovanni Boldini, Non potendo aspettare di Telemaco Signorini, La leçon de chant di Federico Zandomeneghi, Sogno e realtà di Angelo Morbelli, La danza delle Ore di Gaetano Previati.

 Scopri tutte le opere

MILANO, Piazza della Scala, 6

N. verde 800.167619

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Galleria d’Arte Moderna di Milano
via Palestro 16 – 20121 Milano

 

Ciò che rende internazionalmente nota la Galleria d’Arte Moderna di Milano è il pregio delle opere esposte e conservate nelle sue sale: Francesco Hayez, Pompeo Marchesi, Andrea Appiani, Tranquillo Cremona, Giovanni Segantini, Federico Faruffini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Antonio Canova, Daniele Ranzoni, Medardo Rosso, Gaetano Previati sono alcuni tra gli importanti artisti presenti, protagonisti indiscussi della Storia dell’Arte milanese ed italiana.
Le loro opere rappresentano l’arte in divenire del XVIII e XIX secolo, in particolare quella che prese avvio dall’Accademia di Brera per affermarsi fin oltre i confini nazionali.
Capolavori che, grazie anche al collezionismo del Novecento e alle donazioni di alcune importanti famiglie (Treves, Ponti, Grassi, Vismara, per citarne alcune), hanno arricchito negli anni il patrimonio artistico della Galleria, confermando così la missione fondamentale di eternare il diritto alla cultura.
È così possibile ammirare nelle sale della Villa Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giovanni Boldini, Vincent Van Gogh, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, e altri protagonisti del Novecento italiano.

Telefono 02 884.459.47 oppure 02 884.459.44

c.galleriadartemoderna@comune.milano.it

INGRESSO GRATUITO

ORARI DI APERTURA:

Da martedì a domenica dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:30

L’ingresso è consentito fino a 15 minuti prima della chiusura.

Giorni di chiusura: tutti i lunedì non festivi, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

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FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA, MILANO

 

La memoria della fotografia, convegno di studi.

Milano, 5 – 6 aprile 2014

Il convegno ha lo scopo di approfondire le problematiche relative alla catalogazione, studio e valorizzazione dei materiali fotografici raccolti e organizzati negli archivi.

Punto di partenza è la realtà degli archivi e dei Centri di documentazione dei principali enti ed istituzioni che conservano materiali fotografici, in particolare d’autore, e che racchiudono una interessantissima stratificazione storica legata alla cultura e alla diffusione delle immagini.

 

 

Obiettivo principale dei lavori sarà l’approfondimento e la discussione degli aspetti tecnici relativi alla conservazione dei materiali, della catalogazione e valorizzazione degli archivi stessi, ma anche delle opportunità impostesi con l’introduzione del digitale e degli effetti normativi di tutela giuridica dei materiali.

 

Ingresso Gratuito

RSVP info@formafoto.it

 

 

Fondazione Forma per la Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro, 1 – 20136 Milano
da martedì a venerdì dalle 10 — 19
sabato dalle 12 — 18
e su appuntamento
Ingresso gratuito

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La Fondazione HangarBicocca

HangarBicocca è uno spazio dedicato alla produzione, esposizione e promozione dell’arte contemporanea, nato nel 2004 dalla riconversione di un vasto stabilimento industriale appartenuto all’Ansaldo-Breda. La programmazione di mostre personali dei più importanti artisti internazionali si distingue per il carattere di ricerca e sperimentazione e per la particolare attenzione a progetti site-specific in grado di dialogare con le caratteristiche uniche dello spazio. HangarBicocca offre al pubblico un fitto calendario di iniziative gratuite: HB Kids comprende percorsi creativi, film e attività per bambini; HB Publicpropone rassegne cinematografiche, visite guidate, incontri con il curatore e gli artisti, tour in bicicletta alla scoperta del quartiere; HB School presenta una regolare attività didattica per le scuole di ogni ordine e grado. Progetto pensato e voluto da Pirelli, HangarBicocca è segno tangibile della presenza vitale dell’impresa sul territorio e luogo di confronto tra i valori della ricerca artistica e quelli di un’azienda che da sempre ha tra i principi fondanti l’innovazione, lavalorizzazione dei talenti, il dialogo tra le discipline.

Pirelli per HangarBicocca

Fin dalla sua fondazione, nel 1872, Pirelli ha posto al centro della propria cultura d’impresa valori quali ricerca, qualità, innovazione, internazionalità. L’investimento sui talenti, il sostegno alla ricerca in campo scientifico, tecnologico, culturale e artistico, la capacità di superare i confini geografici per aprirsi a culture differenti, hanno reso Pirelli, nel corso dei 140 anni della sua storia, protagonista di alcuni dei più importanti momenti di sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese. Partendo dal presupposto che cultura e sperimentazione sono motori fondamentali per lo sviluppo della società, Pirelli nel corso dei decenni ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti in Italia e all’estero. Inoltre, attraverso il coinvolgimento diretto dei più importanti grafici e designer (da Bruno Munari a Bob Noorda), fotografi (da Ugo Mulas ad Annie Leibovitz), poeti e scrittori (da Alberto Moravia a Leonardo Sinisgalli) Pirelli ha creato un terreno fertile per il formarsi e l’affermarsi di intere generazioni di creativi. Il sostegno dell’arte contemporanea è, pertanto, il naturale proseguimento dell’impegno dell’azienda verso le forme più avanzate di innovazione, e le opere e le mostre di HangarBicocca rappresentano in modo visibile i valori che da sempre distinguono la cultura d’impresa di Pirelli.
HangarBicocca è, inoltre, testimonianza dell’impegno di Pirelli verso la città e il territorio, in cui si inserisce come un punto di riferimento e dialogo. Socio Fondatore Promotore della Fondazione HangarBicocca e sponsor di tutte le mostre, Pirelli garantisce la gratuità e la continuità della programmazione artistica e l’offerta di attività e servizi per tutti i tipi di pubblico.

Fondazione HangarBicocca
Via Chiese 2, 20126 Milano

T (+39) 02 66 11 15 73
F (+39) 02 64 70 275
info@hangarbicocca.org

Orari d’apertura
Lun-Mar-Merc: chiuso
Gio-Ven-Sab-Dom: 11.00-23.00

INGRESSO LIBERO

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Museo del 900

Il Museo del Novecento, aperto nel dicembre 2010, nasce dalla volontà di presentare al pubblico, in veste permanente, un percorso dedicato alla pittura e alla scultura italiana del XX secolo.

Un simile museo mancava a Milano dal 1998, quando il CIMAC (Civico Museo di Arte Contemporanea) al secondo piano di Palazzo Reale venne chiuso e mai più riaperto; le opere quindi furono temporaneamente allestite al Palazzo della Permanente o in mostre a Palazzo Reale.

Tuttavia, la storia delle civiche raccolte artistiche, che ebbe origine sin dagli anni trenta dell’Ottocento dalle cospicue donazioni di cittadini benemeriti, inizia nel 1903 quando fu istituita la Galleria d’Arte Moderna. Destinata ad accogliere le ormai ricche raccolte d’arte contemporanea. La Galleria d’Arte moderna venne dapprima ospitata nella Sala della Balla del Castello Sforzesco; solo nel 1921 la raccolta viene trasferita in una sede più grande, presso la Villa Reale di via Palestro, ceduta al Comune dalla casa regnante l’anno precedente, dove ora è visitabile la GAM che raccoglie le opere del XIX secolo. Nel periodo tra le due guerre, il direttore Giorgio Nicodemi tesse una serie di rapporti tra l’istituzione pubblica e le gallerie private milanesi, quali la Galleria Milano e la Gian Ferrari, lqa Società per le Belle Arti e la Biennale di Venezia, dalle quali provengono svariate opere delle collezioni oggi esposte. Le attività di esposizione e acquisizione si interrompono durante gli anni della guerra, quando le opere vengono messe in sicurezza nei depositi del Castello e in parte trasportate in Umbria, a Sondalo e a Belgioioso.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1954, inaugura in via Palestro, accanto alla Villa Reale, il Padiglione d’Arte Contemporanea, progettato da Ignazio Gardella e sostenuto dalla fondamentale collaborazione dell’allora Soprintendente Fernanda Wittgens. Inizialmente pensato per accogliere le opere d’arte del Novecento, la struttura architettonica del PAC si dimostrò più adatta ad ospitare mostre temporanee che non il museo d’arte contemporanea fino ad allora tanto ambito.

Solo con il progetto del futuro CIMAC (Civico Museo d’Arte Contemporanea) voluto dalla direttrice Mercedes Garberi, si inizia a pensare ad una sede specifica per le collezioni. Sin dai primi anni settanta, la direttrice Garberi avvia una cospicua campagna acquisti, in collaborazione con Zeno Birolli, Vittorio Gregotti e Germano Celant. Dal 1969 le raccolte si arricchiscono di alcuni fondi di Carlo Carrà, Marino Marini, Fausto Melotti, Atanasio Soldati, Lucio Fontana, in aggiunta a una serie di opere di artisti contemporanei e dell’importante donazione di oltre duemila opere dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano.

Il CIMAC, aperto nel 1984 in una sede provvisoria al secondo piano di Palazzo Reale, presenta al pubblico una selezione di circa quattrocento opere che presentavano il panorama dell’arte italiana del XX secolo, allestite in trentasette piccole stanze progettate dallo Studio helg e Piva in collaborazione con BBPR. L’apertura del museo evidenzia da subito l’inadeguatezza di quegli spazi espositivi, troppo piccoli, di quelli destinati a depositi, che non garantivano condizioni ottimali per la conservazione e, non meno la scarsità delle risorse economiche a disposizione. Da qui, la decisione nel 1998 di chiudere il museo, in concomitanza dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale.

Nel 2000 la decisione di riconvertire gli spazi dell’Arengario a Museo del Novecento, a opera dell’allora assessore Salvatore Carrubba in accordo con il direttore Centrale Cultura Alessandra Mottola Molfino e con il Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte Maria Teresa Fiorio, porta al concorso internazionale, vinto dal gruppo Rota (Italo Rota e Fabio Fornasari). I lavori di ristrutturazione dell’Arengario sono cominciati nel 2007 e si sono conclusi tre anni dopo con l’apertura del nuovo museo.

Il lungo periodo di non esposizione ha permesso l’ordinamento, lo studio sistematico e il restauro del patrimonio destinato al museo.

Il nuovo Museo del Novecento restituisce ai cittadini le proprie collezioni e conferisce il giusto riconoscimento a quei collezionisti, galleristi e istituzioni che nel corso di più di un secolo hanno collaborato a formare una delle più importanti raccolte di arte italiana del XX secolo, testimone del periodo forse più creativo e fertile della città di Milano.

La collezione Marino Marini

collezioneMarinoMariniLa collezione Marino Marini
Il 13 dicembre 1973 viene inaugurato il Museo Marino Marini al secondo piano della Villa Reale, composto dal nucleo dei  trenta ritratti di personaggi del XX secolo, precedentemente  donati dall’artista al Comune di Milano. Realizzati tra la fine degli anni venti e degli anni sessanta, tali sculture sono dedicate agli amici dell’artista e a grandi protagonisti del Novecento.
Tra gli altri Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Carlo Cardazzo, Riccardo Jucker, Germaine Richier, Nelson Rockefeller, Igor Stravinsky. Rifacendosi alla tradizione ritrattistica del passato, le “teste” ricordano l’artigianato funebre etrusco e romano. Il confronto con la classicità è affrontato da Marini secondo un’accezione del tutto personale, ricercando l’unità tra materia, forma e spazio e sussiste anche quando i modelli e moduli espressivi non rientrano nei canoni dello stile “classico”.
Per ragioni di completezza e organicità, la raccolta si è arricchita di nuovi pezzi, risalenti all’immediato dopoguerra, quali i Pugili, i Giocolieri, i Cavalieri, e le Pomone. I soggetti sono ripresi in situazioni di tensione, disequilibrio e paura e si allontanano dalla ferma solidità delle opere degli anni trenta.
La collezione si è ampliata ulteriormente con l’aggiunta di dipinti, disegni, litografie e incisioni, che offrono una chiave di lettura più completa della variegata produzione dell’artista. Se i soggetti dei dipinti e delle opere grafiche ricalcano quelli della produzione scultorea, se ne discostano per l’utilizzo del colore attraverso cui Marini ricerca nuove formule espressive.
Inizialmente accordate per un deposito di dieci anni, tutte le opere aggiunte alla donazione del 1973 allo scadere dei termini, nel 1984, sono state donate definitivamente da Marina Marini al Comune di Milano.

Gli orari di apertura al pubblico del Museo sono i seguenti:
LUN.  14.30 – 19.30
MAR. MER. VEN. e DOM.  9.30 – 19.30
GIO. e SAB.  9.30 – 22.30

L’ultimo ingresso consentito avverrà un’ora prima della chiusura del Museo.
Ingresso gratuito ogni giorno a partire da due ore prima dalla chiusura del Museo. 
Ogni venerdì gratis dalle 15.30.

 

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