Alla Biblioteca nazionale centrale di Roma l’esposizione permanente dedicata a Pier Paolo Pasolini

il

«Ragazzi leggeri come stracci». Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

invito

«Ragazzi leggeri come stracci». Pier Paolo Pasolini dalla borgata al laboratorio di scrittura

Pasolini - logo

All’interno dell’ampio progetto di valorizzazione del patrimonio novecentesco portato avanti con Spazi900, nell’area museale dove sono allestite La stanza di Elsa e la Galleria degli scrittori, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dedica a Pier Paolo Pasolini, in occasione dei 40 anni dalla sua scomparsa, un nuovo spazio permanente, unico e per la prima volta a Roma, realizzato in collaborazione con il Comitato per le Celebrazioni pasoliniane promosso dal MiBACT, con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e con l’erede Graziella Chiarcossi. In un percorso di forte impatto scenografico, Pasolini attraversa il mondo delle borgate nel quale entra in contatto con luoghi, personaggi, gesti e comportamenti consueti che hanno reso la sua opera unica e al tempo stesso ben caratterizzata, per approdare al suo laboratorio da dove la scrittura prende forma. Lo spazio espositivo si sviluppa per tipologie di luoghi, ricreati e raccontati attraverso l’opera narrativa, poetica, critica e cinematografica di Pasolini. Tra i suoi film dedicati a Roma: Accattone, Mamma Roma, La ricotta, Uccellacci e uccellini. Ad accompagnare le immagini dei film saranno le sue opere: al centro del percorso i romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta, insieme ad Alì dagli occhi azzurri e Storie della città di Dio. Ma anche i suoi versi tratti da Roma 1950, Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo e Poesia in forma di rosa.

Arricchiranno l’esposizione testimonianze sonore e audiovisive dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi e una mostra fotografica organizzata in collaborazione con il professore Guido Gambetta dell’università di Bologna sulle borgate romane, con immagini del fotografo Rodrigo Pais, fotoreporter di vari e importanti quotidiani, che fondò l’agenzia Pais e Sartarelli, il cui archivio che copre gli anni 1955/1998, è stato dichiarato di notevole interesse storico dal MiBACT. Tra i suoi temi privilegiati le condizioni di vita nelle borgate romane descritte da Pasolini, di una Roma in espansione edilizia e sempre più cementificata e l’interesse degli intellettuali e degli scrittori dell’epoca verso quel mondo.

Nell’occasione verrà presentato il francobollo commemorativo di Pier Paolo Pasolini, nel 40° anniversario della scomparsa, emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico.


Inaugurazione 

Mercoledì 4 novembre 2015 – ore 15.30
Intervengono
Dario Franceschini
Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

Rossana Rummo
Direttore generale biblioteche e istituti culturali

Andrea De Pasquale
Direttore Biblioteca nazionale centrale di Roma

Antonello Giacomelli
Sottosegretario Ministero dello sviluppo economico

Luisa Todini
Presidente Poste italiane

con la partecipazione di
Marco Lodoli

 Il fotografo in borgata. Scatti dall’archivio di Rodrigo Pais

Rodrigo Pais, Primavalle, Roma, 28 dicembre 1955

Arricchirà l’esposizione permanente, dedicata a  Pier Paolo Pasolini, una mostra fotografica sulle borgate romane, con immagini del fotografo Rodrigo Pais, organizzata presso la Biblioteca Nazionale di Roma, in collaborazione con il professore Guido Gambetta dell’Università di Bologna. Fotoreporter di vari e importanti quotidiani, Pais nasce nel 1930, dal 1954 inizia la collaborazione con l’Unità ePaese Sera. Collabora anche con altri quotidiani come il Corriere della Sera e il Corriere d’informazione. Rodrigo Pais non fu solo un fotoreporter, ma un attento e spesso ironico osservatore della realtà che ritrasse con scatti di alta qualità.  Fondò l’agenzia Pais e Sartarelli che fino al 1972, anno dello scioglimento, sarà una delle più note e apprezzate sia in Italia, che all’estero. Il suo archivio, che copre gli anni 1955/1998, è stato dichiarato di notevole interesse storico dal MiBACT. È composto da 363.868 negativi in b/n, da 5.892 diapositive e negativi a colori, oltre a 8.597 stampe fotografiche in b/n ed è corredato da 16 registri numerati con annotazioni cronologiche di produzione e da uno schedario organizzato per soggetti.  Nel 2012, come previsto da un’apposita convenzione con l’Istituto dei Beni artistici Culturali e naturali dell’Emilia-Romagna, è iniziato il lavoro di catalogazione dell’Archivio all’interno del Servizio Bibliotecario Nazionale, nell’ambito del Polo bolognese: le schede catalografiche verranno accorpate al posseduto della Biblioteca universitaria R. Ruffilli di Forlì, sede distaccata dell’Università di Bologna.

Il fondo conserva inoltre una quantità d’immagini che possono essere suddivise in macroaree tematiche: politica italiana, costume, sport, la dolce vita, gli scrittori e i premi letterari. Particolarmente significative le fotografie scattate su più di 100  set cinematografici a Cinecittà o intorno a Roma di film, fra gli altri, di Federico  Fellini, Vittorio De Sica, Jean-Luc Godard, Dino Risi, Pier  Paolo  Pasolini, Luigi Comencini. Ma non manca la cronaca nera nella quale trovano grande spazio quelli che sono definiti “I Grandi processi”.

Attraverso 60 immagini, selezionate tra le migliaia di Pais, la mostra fotografica, Il fotografo in borgata. Scatti dall’archivio di Rodrigo Pais, illustrerà le condizioni di vita nelle borgate e dei baraccati di una Roma in espansione edilizia e sempre più cementificata. Proprio le borgate dei ragazzi di vita di Pasolini che suscitarono l’interesse degli intellettuali e degli scrittori dell’epoca verso quel mondo. Quando a dominare l’immaginario collettivo, erano le immagini di un’Italia che sembrava immobile, inalterata da secoli: volti di donne, contesti degradati, abiti, mestieri, abitazioni di periferie suburbane, agitazioni sociali. Scene, quadri di una vita quotidiana assolutamente normale, ma anche estranea a un certo contesto urbano e sociale che, intanto andava avanti e cambiava per sempre e in profondità la vita del lavoratore e del cittadino italiano.

Inaugurazione

Mercoledì 4 novembre 2015 – ore 15.30 

La mostra resterà aperta
dal 4 novembre 2015 al 30 marzo 2016

Orario di apertura
Lunedì – venerdì 10.00-18.00
Sabato 10.00-13.00

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Tel.  +39 06 49 89 352/344
Viale del Castro Pretorio, 105 – 00185 ROMA
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