Il “caos” per il Fuorisalone

Il tour al Fuorisalone 2016 è già partito, ieri 12 aprile e si terrà a Milano fino al 17 aprile. L’intera città ospita migliaia di eventi legati al tema del design, nella maggior parte dei casi con ingresso libero.

In corso da appena due giorni e già sento farmi le domande più ricorrenti e soprattutto divertenti che mi hanno sempre fatto anche per interpretare altre opere, per esempio d’arte contemporanea. Perchè in fondo tutti vorrebbero capirci qualcosa, ma nessuno realmente ci capisce niente (fatevene una ragione) molti si lasciano invece soltanto emozionare che è quello che consiglio a tutti di fare, insieme a tante domande, ovviamente ai curatori che sono nelle sale per voi, quando li trovate.

Il design forse ha molto di concettuale, spesso incomprensibile a molti, ma ha anche molto di magico e geniale per chi riesce a leggerlo.

Spesso mi chiedono consigli su cosa vedere o meno e molto più spesso mi dicono semplicemente che è tutto un marasma di cose, anche non identifiacate nel quale vorrebbero districarsi. Insomma le solite cose del tipo “questo avrei potuto farlo anche io” e invece no!

Allora ho deciso di proporvi una guida breve segnalandovi le cosa da vedere per il momento nelle zone di 5VIE e nel Brera Design District perchè è quello che sono riuscita a vedere fin d’ora, detto sinceramente da una che sta in giro tutto il giorno, quando non scrive.

5 Vie: via del Bollo, via Santa Marta, via Santa Maria Podone, via Santa Maria Fulcorina e via Bocchetto formano l’incrocio a stella del centro storico di Milano. Esistito sin dall’epoca dell’Impero Romano ed è una zona ricca di tradizione, dove l’architettura si avventura in sperimentazioni nuove. Collega la Pinacoteca Ambrosiana con il Museo Archeologico, includendo la  Basilica di Sant’Ambrogio.

Un percorso fatto di musei, chiese, chiostri, siti archeologici, corti interne alla scoperta di una Milano mai vista che vi consiglio di vedere assolutamente. Le vie della città di Milano un tempo ricche di artigiani grazie al progetto 5 vie oggi interpretano il design come rinnovamento culturale e di rilancio del territorio. Quante ne fanno e ne sanno questi milanesi…

Da non perdere in questo distretto: i Raw Edges al Garage Sanremo, dove il legno e l’artigianato incontrano il colore e creano design.Raw-Edges-Herringbones-Fuorisalone-2016-2

Il duo di designer israeliani all’anagrafe Yael Mer e Shay Alkalay in via Zecca Vecchia 3
giocano con il concetto di pattern e la sua riproduzione infinita. Grazie a un piano inclinato immerso nel colore industriale si creano forme diverse e uniche. I designer pluripremiati hanno esposto nella collezione permanente del MoMa a New York. Al Fuorisalone portano una variazione del progetto Herringbones, il parquet a lisca di pesce realizzato per i negozi di Stella Mc Cartney.

Altro immancabile appunatamento la collettiva di Palazzo Litta — Corso Magenta 24, aperto tutti i giorni: ore 11-21 con alcuni dei protagonisti del design internazionale. Infine il Museo della Merda in via Santa Marta 18, che porta alla Design Week milanese non il corpo magico dell’artista Piero Manzoni che ha presentato per la prima volta in pubblico le scatolette Merda d’artista ma una selezione di opere dalla collezione del museo di Castelbosco (Piacenza) create con il riciclo di escrementi bovini. I suoi primi vasi, portafiori, piatti e mattonelle, tutti realizzati in “merdacotta”, un materiale fatto per la maggior parte di escrementi seccati e (in percentuale minore) di argilla, poi cotti ad alte temperature sono i primi oggetti ad uso quotidiano prodotti con questa tecnica, se volete innovativa.

museo-della-merda

A Brera Design District cosa vedere? Qui magari è un po’ tanta roba e tutto diventa più complicato! Per il momento vi segnalo un percorso che farei se potessi ricominciare da capo questa giornata.

Partirei dall’installazione 50 Manga Chairs del designer giapponese Nendo, Chiostro Minore di San Simpliciano Piazza Paolo VI, 4 per restare senza parole sin da subito. Il progetto è il risultato del tentativo di adattare il forte carattere simbolico dei fumetti giapponesi al design dell’arredo, in particolare dando varie forme a una sedia.

50_manga_chairs_in_Milan_01_takumi_ota

50 sedie rievocano il senso di una storia tratta dallo stile manga in un inserto con il design: ad esempio simboli emotivi ispirati al loro mondo come le “goccioline” o le “lacrime” per ricreare i tratti del carattere dei personaggi che prendono forma nella sedia. Posizionate nel cuore dell’architettura dello splendido chiostro del ‘500 di San Simpliciano, la luce del giorno le cambia e la notte rende diverse visioni possibili. La superficie a specchio crea livelli spaziali sfruttando la capacità di riflettere il mondo reale, proprio come i manga.

Di grande effetto è anche, restando nel mood giapponese, l’installazione Wonder Japan Experience di Kukan (Rimessa dei Fiori, via San Carpoforo, 9) che riproduce un connubio tra spazio, suoni e immagini per far vivere un’esperienza sensoriale coinvolgente. Camminando tra i sette pannelli ogni volta si percorre uno spazio diverso e ignoto da una nuova prospettiva, a seconda della posizione e della direzione di chi lo guarda.

Mentre i laureandi della Scuola di design Svizzera di Losanna, ECAL, nello Spazio Orso 16, in via dell’Orso 16 come in una rappresentazione surreale hanno realizzato i sogni degli oggetti o meglio cosa succede quando gli oggetti sognano? When Objects Dream è il titolo della mostra dove la tecnologia trasforma in poesia oggetti di uso quotidiano come una scopa, una teiera o un tavolo e libri. Far sognare gli oggetti grazie a internet e a uno smartphone connessi con le persone che interagiscono e che hanno reazioni uniche è un’esperienza da osservare con gli occhi mentre tutti invece guardano dentro gli oggetti. I luoghi creati dai giovanissimi designer grazie alla realtà virtuale sono già di fatto in grado di creare mondi, raccontare storie.

Vi consiglio anche di vedere un’ installazione esterna in un giardino allestito in via Palermo 1 con specie botaniche e giochi cromatici che rendono dinamico e suggestivo l’attico. L’Orto Cinetico è un omaggio all’opera dell’artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Posto nel cuore di Brera il progetto nasce dalla collaborazione con il paesaggista Cornelius Gavril che utilizzando fiori ed essenze disegna lo spazio in modo da restituire al visitatore quelle sensazioni di movimento e dinamismo caratteristiche dell’arte optical dove si crea un rapporto attivo fra spazio e spettatore: l’immagine statica si modifica e diviene dinamica grazie al movimento delle persone nello spazio.

orto

 

Infine, ma non per ultimo d’importanza, non dimenticate di vedere Solis silos: sensimpariamo di Mario Nanni in Viabizzuno, un percorso sensiorale di meditazione tra luce e poesia senza tempo all’interno di sette silos che regala un’esperienza unica.

nanni

Francesca Casale

 

 

 

 

 

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