Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo: Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi

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Fino al  31 maggio 2015 una mostra gratuita ai primi esploratori delle stelle: Galileo Galilei, Cristoforo Clavio e Angelo Secchi.

Se la missione Rosetta è stata possibile, lo dobbiamo anche a loro. Galileo Galilei, Cristoforo Clavio e Angelo Secchi sono stati tra i primi esploratori delle stelle, pionieri nello studio e nell’osservazione dei corpi celesti. Una selezione dei loro manoscritti inediti è ora esposta alla mostra gratuita Magistri astronomiae dal XVI al XIX secolo: Cristoforo Clavio, Galileo Galilei e Angelo Secchi, a Roma da Lunedì 17 Novembre presso lo Spazio Espositivo Tritone (via del Tritone, 132), diretta da Paola Minetti con la consulenza scientifica di Martìn M. Morales SJ, direttore dell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana. Un’occasione unica per ammirare per la prima volta i documenti ora restaurati che hanno aperto la strada alla moderna astronomia.
Tra le opere esposte, una eccezionale lettera di Galileo del 1610 in cui lo scienziato documenta le sue osservazioni sulla luna, notandone la superficie non completamente liscia. In mostra anche il manoscritto in cui Clavio illustra il suo calendario gregoriano, quello che usiamo ancora oggi, e le opere di Angelo Secchi, l’astronomo italiano che per primo ha osservato lo spettro luminoso degli astri…

Info sull’evento:

I documenti sono stati messi a disposizione dal Fondo Clavius dell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana e sono stati restaurati e digitalizzati grazie al progetto finanziato dalla Fondazione Sorgente Group. Ai testi scientifici si affiancano gli antichi strumenti di osservazione del Museo Astronomico e Copernicano dell’Inaf e il globo celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Tra di essi, un cannocchiale del XVII Secolo, un telescopio riflettore gregoriano, un astrolabio e altri affascinanti dispositivi scientifici.
“Grazie al progetto appena realizzato sul Fondo Clavius, sarà possibile tramandare le 299 lettere e i 7 manoscritti autografi alle generazioni future. Con la tecnologia informatica questi documenti vengono messi finalmente a disposizione della comunità scientifica internazionale”, commenta Morales.

In mostra testimonianze documentarie e strumenti scientifici. Una lettera in cui Galilei parla della superficie della luna non perfettamente liscia, il manoscritto del matematico gesuita Clavio che illustra il calendario gregoriano, lo stesso che usiamo noi oggi: sono fra i documenti inediti della mostra.

I documenti fanno parte del Fondo Clavius dell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana e sono stati restaurati e digitalizzati grazie al progetto finanziato dalla Fondazione Sorgente Group. Sono esposti anche gli antichi strumenti di osservazione e di rilevazione appartenenti all’INAF – Museo Astronomico e Copernicano di Roma e il Globo celeste della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, concesso per la prima volta.

La mostra, sotto la direzione della Vicepresidente della Fondazione Sorgente Group, Paola Mainetti, ha avuto la consulenza scientifica del Prof. M.M. Morales SJ, Direttore dell’Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana.

La storia del Fondo Clavius si lega alle vicissitudini della Compagnia del Gesù. A seguito della soppressione nel 1773 della Compagnia, lettere e testi furono murati in un ripostiglio del Collegio Romano. Circa un secolo dopo, nel 1873, il contenuto del Fondo fu scoperto durante alcuni lavori. Accantonati per altri 70 anni, i codici vennero finalmente restituiti alla Compagnia del Gesù nel 1948 e depositati nelle nuova sede della Pontificia Università Gregoriana.

Tra i manoscritti esposti, c’è l’opera di Clavio che spiega l’introduzione nel 1582 del calendario gregoriano, quello ancora oggi in uso in Occidente. Il matematico gesuita contribuì all’adozione del nuovo sistema difendendolo dagli attacchi degli studiosi contemporanei. Fa parte delle opere in mostra anche la lettera in cui Galileo avvisa Clavio del suo imminente viaggio a Roma. Proprio in questa occasione Galilei ottenne dalla Chiesa di Roma un iniziale riconoscimento della validità delle sue scoperte astronomiche. Straordinario documento, infine, è la lettera del 1610 in cui Galileo parla delle sue osservazioni della luna per mezzo di un telescopio e realizza alcuni disegni rilevando la discontinuità della superficie lunare.

In mostra anche l’opera di Angelo Secchi, che ha posto le basi per la moderna astrofisica e che per primo ha osservato lo spettro luminoso degli astri. All’astronomo gesuita dobbiamo anche l’individuazione del meridiano di Monte Mario a Roma, primo adottato nell’Ottocento in Italia.

Oltre alla consultazione dei testi scientifici, il visitatore potrà immergersi in un viaggio alla scoperta della volta celeste attraverso strumenti quali un cannocchiale del XVII secolo, un telescopio riflettore gregoriano, un astrolabio per misurare le posizioni degli astri, un notturnale (orologio notturno) e altri suggestivi elementi di misurazione che consentirono a quel tempo la stesura di mappe stellari, disegni e grandi scoperte.

Le Opere Esposte

1. Globo celeste
Roma, Biblioteca Nazionale Centrale

2. Lettera di Galileo Galilei firma autografa 
Roma, Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana

3. Lettera di Galileo Galilei a Cristoforo Clavio in Roma 
Roma, Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana

4. Cristoforo Clavio, In Astrolabium Lemmata
Roma, Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana

5. Cannocchiale (attribuito a Giuseppe Campani, Roma, XVII secolo)
INAF – Osservatorio Astronomico di Roma, Museo Astronomico e Copernicano 

6. Notturnale (XVII secolo)
INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, Museo Astronomico e Copernicano

7. Sfera armillare (Adam Heroldt, Roma, 1649)
INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, Museo Astronomico e Copernicano

8. Cristoforo Clavio Romani Calendarii a Gregorio XIII P.M. restituti explicatio
Roma, Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana 

La mostra sarà visitabile fino al 31 maggio 2015.

Orario: Lun-ven ore 10.30 – 18.30. Ingresso libero

Indirizzo: Spazio espositivo Tritone della Fondazione Sorgente Group,

via del Tritone,134

Info: 06 90219051

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