MAAM_EMAAMCIPAZIONI Festa d’estate.

il

MAAM_EMAAMCIPAZIONI
Festa d’estate.

Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia
Via Prenestina, 913 Roma
La foto del giorno.
135/365
KOBRA - Street Artist 
MAAM - Museo dell'Altro e dell'Altrove di Metropoliz 
Via Prenestina 913 - Roma 

© Paolo Landriscina Photographer

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Il 22 giugno il MAAM apre le porte al pubblico per la festa d’estate con una maratona dedicata all’arte performativa (“Ginnastica della visione. Festival della Performance Nomade”, a cura di Paolo Angelosanto) e la presentazione delle nuove opere realizzate durante la primavera. Nel corso di questi mesi il “museo abusivo”, come lo ha definito “Il Tempo” nella sua giornaliera battaglia contro gli spazi “okkupati”, è cresciuto ancora, aggiungendo tanti nuovi tasselli al grande mosaico corale che il progetto caldeggia. Il grande muro di Kobra sulla via Prenestina, quello a tema “Tempesta e assalto” di Gianfranco Notargiacomo , le pareti di Angelo Colagrossi, Mauro Magni, Francesco Cervelli, le installazioni di Vincenzo Pennacchi e Sara Bernabucci, le stanze di Danilo Bucchi (Il Paese dei Balocchi) e Mariano Filippetta, i 30 metri dipinti dagli artisti spagnoli Gonzalo Orquin e Pablo Mesa Capella, per la prima volta riuniti in duo, che hanno pittoricamente fatto prendere il volo a diciassette suini di enormi dimensioni, capaci di riscattare nell’ascensione finale di un paio di loro, con evidente metafora, ogni umana e disumana condizione di cattività e sofferenza – opera dal titolo “emaamcipazione”, lavoro che fa parte della rassegna “Pink Pop Pig” a cura di Giorgio de Finis, in cui figurano le opere di Nicola Alessandrini, Paolo Bielli, Mauro Cuppone, EPVS, Lara Pacillo e la performance di Maurizio Savini e Rikka Vainio “Domestic Forest”. Da segnalare, tra gli oltre trenta nuovi interventi, i 33 scalini in acciaio corten realizzati da Davide Dormino per la scala che conduce agli spazi abitati del secondo e del terzo piano, scala che vede anche il lavoro in progress di Veronica Montanino (Ville Monde # Step 1) e Francesco Petrone (“Scala a chiocciola”). E ancora le opere site specific di Hadeel Azeez, Despina Charitonidi, Arash Irandoust realizzate nell’ambito del progetto HOME, a cura di Lori Adragna e Helia Hamedani.

In questa occasione il MAAM chiederà ad artisti e visitatori di sottoscrivere la Campagna per l’abolizione del Piano Casa e per la libertà di movimento:http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/portfolio/campagna-per-labolizione-del-piano-casa-e-per-la-liberta-di-movimento/ 

Elenco (da aggiornare) degli artisti in mostra: Giovanni ALBANESE, Alessio ANCILLAI, Nicola ALESSANDRINI, Hadeel AZEEZ, Sara BERNABUCCI, Simone BERTUGNO, Paolo BIELLI, Danilo BUCCHI, Francesco CERVELLI, Despina CHARITONIDI, Angelo COLAGROSSI, Mauro CUPPONE, Iginio DE LUCA, Davide DORMINO, EPVS, Mariano FILIPPETTA, Rossella GHEZZI, Sara IPPOLITI, Arash IRANDOUST, KENJI, Mattia LULLINI, Rita MANDOLINI, Mauro MAGNI, Marcello MAUGERI, Mauro MAUGLIANI, Pablo MESA CAPELLA, Veronica MONTANINO, Elena NONNIS, Gianfranco NOTARGIACOMO, Gonzalo ORQUIN, Massimo ORSI, Lara PACILIO, Alessandra PEDONESI, Vincenzo PENNACCHI, Francesco PETRONE, GIO PISTONE, Ilaria SADUN, Gianfranco SCRIBONI, SPIT, Marco TARASCIO, Alberto TORRES HERNANDEZ, Véronique VERGARI, Alina VERNIANO, Michele WELKE…

Programma della giornata:

17.00 Visita guidata e apertura della mostre: PINK POP PIG (a cura di G. de Finis) e “Promessa Terra” della fotografa Francesca Romana Guarnaschelli.

17.30 Maurizio Savini e Rikka Vainio “Domestic Forest”.

18.30 Ginnastica della visione. Vedi sotto.

20.30 Cena meticcia

21.30 Proiezione del film documentario LA BELLEVILLE. Introducono gli autori. Vedi sotto.

23.00 Performance musicale. Mbar Ndiaye suona la “Persée”_opera di Sara Bernabucci e Sauro Radicchi.

23.30 Vinicio Pittalis: la periferia in rima.

Progetto
GINNASTICA DELLA VISIONE – Vision Gymnastic 
Festival della Performance Nomade –
rassegna dedicata alle performing arts
Ginnastica della Visione/Vision Gimnastic è un festival nomade della performance live, una Maratona di Azioni. La rassegna di performances è un raduno di performers nata con l’idea di dare maggiore visibilità e porre al centro del dibattito culturale la ricerca e la sperimentazione nelle arti visive di un’arte “effimera” che vede mutamenti e interventi artistici sul corpo come opera d’arte.
GINNASTICA DELLA VISIONE è un progetto di Paolo Angelosanto pensato per il MAAM e voluto da Giorgio de Finis e Silvia Litardi, non è una gara di corsa sulla distanza, bensì un incontro e un confronto tra artisti attivi nel campo delle arti visive, diversi per personalità, formazione e appartenenza, ma uniti dall’interesse comune per l’attività performativa nel suo duplice aspetto di pratica individuale e di relazione insito nella Performance Art. 
La manifestazione ha lo scopo di porre l’attenzione sulla pratica della performance, gli artisti si misurano con pratiche differenti in una staffetta di azioni live no stop che avranno sempre come protagonista il corpo. 
Con questo “passaggio di testimone” da artista ad artista, Ginnastica della Visione vuole porre simbolicamente l’accento e soprattutto far riflettere sul ruolo dell’artista performativo oggi in Italia.
Ginnastica della Visione è l’edizione zero del Festival della performance nomade, la rassegna dedicata alle performing arts.
Il Festival della performance Ginnastica della Visione, nasce al MAAM come edizione zero e si propone come un festival della performance nomade, che nato a SetUp nel 2013, cresce con questa tappa romana e si sposta a Ptuj in Slovenia per Art Stays Festival 2014.
L’edizione zero di Ginnastica della Visione Festival Nomade della Performance Art riunisce dodici artisti di diverse generazioni che operano in Italia , invitandoli a confrontarsi e a interagire con gli spazi e il contesto ambientale sociale, politico e religioso del MAAM Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz città meticcia.
La Kermesse si svolgerà domenica 22 giugno 2014, dalle ore 18:00 negli spazi dell’Ex Fiorucci, via Prenestina 913, Roma.
Performance Art e contaminazioni con il teatro, la danza, installazioni e public interventions. 
Gli Artisti: Teatro Alchemico, Paolo Buggiani, Eleonora Chiesa, Nhandan Chirco, Tiziana Contino, Pino Grilli, Natasa Korosec, Andrea Martinucci, Sergio Racanati, Filippo Riniolo, Anton Roca, Mauro Romito.

Proiezione de La Belleville al MAAM.

Il documentario “La Belleville” sbarca a Roma domenica 22 giugno, ospite del MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove a Metropoliz (via Prenestina 913).
Una tappa importante che arriva a breve distanza dalle tre foggiane: l’anteprima ospitata dalla Piccola Compagnia Impertinente; la prima ufficiale organizzata nella sede del Cineporto messo gentilmente a disposizione dall’Apulia Film Commission; la proiezione di sabato scorso al C/o COSE.
Non poteva esserci luogo migliore per il debutto romano di questo documentario. All’interno del Metropoliz il diritto alla casa per stranieri e italiani convive con il mondo dell’arte, immaginando una realtà ideale che con “La Belleville” condivide il principio dell’autodeterminazione degli individui. 
La proiezione del documentario si svolgerà domenica 22 giugno alle 21.30. 

 

La cappella porcina | e-MAAMcipazione 


 
dalle ore 17.00 alle ore 0.00
Dal 22 giugno alle 17.00 al 23 giugno alle 0.00
 
 
Maam

Via Prenestina 913, 00169 Roma


Chi l’ha detto che i maiali, gli asini o gli uomini non possano volare? Accade anche senza tecnologia, ed è l’arte, la fantasia, il mezzo capace di far compiere tutti i decolli, anche quelli apparentemente impossibili, anche quelli più spericolati. Qui, su un muro di trenta metri di lunghezza, gli artisti spagnoli Gonzalo Orquin e Pablo Mesa Capella, per la prima volta riuniti in duo, hanno pittoricamente fatto prendere il volo a diciassette suini di enormi dimensioni, capaci di riscattare nell’ascensione finale di due di loro, con evidente metafora, ogni umana e disumana condizione di cattività e sofferenza. Via Prenestina 913, oggi il Maam (e la comunità multietnica che lo vive), ieri una grande fabbrica di salumi: la memoria (e la sofferenza) dei luoghi, anche in riferimento allo stato attuale, ha ispirato il contenuto di questa opera composta da maiali appesi, realisticamente sezionati, squartati, sanguinolenti, pronti a diventare cibo e merce – come davvero accaduto di fronte a questo muro testimone in passato di decine di migliaia di macellazioni – ma capaci anche di liberarsi in un poetico volo di emaamcipazione e speranza per il Futuro. Il resto, a tredici chilometri dal Vaticano e dalla immortale opera murale michelangiolesca, è (anche) ironia: lì una Sistina, qui una Cappella Porcina, neo messaggio salvifico terzo millennio dipinto ad acrilici su mattonelle industriali.

 

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