“Tra natura e citta’ “. Mostra di Alessandra Carloni.

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La mostra personale “Tra natura e città” dell’artista Alessandra Carloni, curata dalla dott.ssa Greta Alberta Tirloni, in esposizione da Lunedì 19 Maggio presso la sede del CASC – Banca d’Italia in Via del Mandrione 190, mette in luce l’ultimo lavoro della pittrice romana, nell’evoluzione dalla città alla natura.

Alessandra muove il suo percorso artistico dalla visione di periferie urbane in costruzione. La vita della città, destrutturata o ricomposta, nella sua inafferrabile semantica, s’illustra come un puzzle sulla tela. Alessandra crea storie metafore idee sogni, costruisce altrettanti ingranaggi con personaggi animati e non, colorati e ricchi di storie che s’incastrano fantasiosamente. Della città reale i suoi dipinti conservano la capacità di attrarre, disperdere e dilatare l’attenzione, la mutevolezza morfologica che trasmette un senso di vertigine.

La pittura nella città di Alessandra si cala nella sua contemporaneità. L’artista mette in gioco una strategia di composizione che traduce la natura imbrigliata, incoerente del tempo industriale costruito dall’uomo moderno: delicati trapassi tonali, uso meditato del colore contrastano con il caos delle linee spezzate e frammentate che ricordano la lezione del futurismo. Visioni surreali, raffigurazione immaginifica, minuzia di dettagli…tutto questo deriva dalla perfetta conoscenza da parte dell’artista di un grande pittore fiammingo, Hieronymus Bosch, dei suoi oggetti capricciosi, del suo universo fantastico incarnato e raffigurato.

Poi si affaccia la natura, e molti sono i temi affrontati: dai paesaggi naturali, anzi da pezzi e frammenti di natura che si fondono o accolgono pezzi delle città, passando per elementi e soggetti ricorrenti quali le scale a chiocciola, il faro, spettatori voyeristici, natura sopraffatta da vento e tempesta, una ruota che scompone e poi ricompone un movimento che come il tempo ruota fagocita scorre e scompare.

La sua descrizione degli elementi naturali conserva una speciale virtù: dispone lo sguardo a visioni impreviste, come forme naturali funzionano proprio in quanto supporti e catalizzatori di immagini. Forme imprevedibili sfidano i principi della prospettiva e la determinazione di una nozione di orizzonte. La visione dal basso, il ribaltamento dell’asse visivo confondo i riferimenti, in città come in natura…eccoci catturati e sospesi in un vuoto senza respiro, così fantastico.

La chiave di lettura dei due mondi, natura e città, apparentemente antitetici, è l’uomo, custode di un racconto, il suo racconto, e del suo tempo, che si apre ora alla città, ora alla natura: la metafora del tempo traspare ora veloce, caotica e frenetica, ora più lenta, pausata, intimamente condivisa. Inoltre, il movimento e l’energia giocano nella vertigine d’incastri e intrecci tra soggetti e oggetti proposti. Si alternano ritmi veloci e linee meditate, e di nuovo una corsa al ritorno: come nella ruota o nelle scale a chiocciola, sulla tela, nella natura lo slancio vitale e nel tempo industriale il dinamismo delle opere futuriste. Pittura e gioco di colore sono il luogo di incontro riservato ai due racconti: la tinta è ora intensa ora velata, ora tenue ora brillante, impreziosita da tratti più o meno decisi di colore.

Nella natura, come nelle città dominano i contrasti, così come sulla tela, ora disordinata e scomposta, ora meditativa e ri-composta, traspaiono i contrasti coloristici di tinte. La natura mostra così all’artista, e lei a noi, le forze prime, i valori essenziali, l’incertezza dell’esistenza pur nella continuità e ripetizione spazio temporale della natura e … delle città. La rappresentazione del paesaggio naturale s’integra con quella delle architetture degli edifici: una è continuazione dell’altra. Sogni, ombre, emozioni, suggestioni, visioni, temi e soggetti, concezioni spaziali delle memorie dell’artista.
Il ritorno alla natura è così comunque sintesi con la città, non distacco o contrapposizione: una sintesi nel processo artistico della creazione stessa, attraverso i colori, i segni, le immagini. Segni di natura e di città che, nelle luci e nei colori, nei toni inquietanti o meditativi, in un’atmosfera irreale ed evocativa, mostrano un significato della natura degli oggetti, un significato che va oltre a quello originario e ne svela l’essenza.

Inaugurazione Giovedì 22 Maggio ore 16:00.

La mostra sarà visitabile fino al  24/5/2014. tutti i giorni 16-19 o su appuntamento. Ingresso libero

Indirizzo: CASC – Banca d’Italia
via del Mandrione 190, Roma

Per info: 388 6924495

Un commento Aggiungi il tuo

  1. camariano43 ha detto:

    solo tre giorni per poter visitare una mostra ???????????

    VANDALI Pochi giorni fa ho letto che a Ronchamp in Francia, una delle più importanti opere dell’ architettura del ‘900, un capolavoro dell’architetto Le Corbusier ,ha subito un grave atto di vandalismo: tra il 16 e il 17 gennaio 2014, qualcuno ha sfondato una vetrata della cappella di Notre-Dame du Haut, dopo il tentativo fallito di entrare dalla porta, forzandola e danneggiandola. Nel mio piccolo vorrei dare il mio modesto contributo per stigmatizzare il triste evento. se hai tempo prova a vedere questo video :

    sono mie foto della cappella di Le Corbusier, , il commento musicale è Blues on C minor di MJQ e adagio for strings di Samuel Barber .

    gradirei ricevere qualche tua impressione ciao mario

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