L’Icona Semmelweis. La mostra racconta la nascita a cavallo del XIX – XX sec. della figura del medico moderno

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Dopo il successo della mostra Mito e realtà. Le storie misteriose della cintura di castità, del gennaio del 2012, il Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina Ungherese torna a Roma con un’altra mostra intitolata L’Icona Semmelweis.  La mostra, organizzata in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma, rievoca la figura e la scoperta di Ignác Semmelweis, noto medico ungherese.
La mostra, grazie ad un design insolito e moderno, presenta la nascita a cavallo del XIX – XX sec. della figura del medico moderno, disposto ad autosacrificarsi. L’attività del noto medico ungherese non viene esaminata solamente sotto il profilo storico-epistemologico: l’accento viene postato infatti sull’illustrazione del culto di Semmelweis.

Le raffigurazioni di Semmelweis, i documentari e i film a lui dedicati, le memorie provenienti dai secoli XIX-XX, la presentazione dei testi più caratteristici della letteratura storica e divulgativa, rievocano la tragicità della sua vita.
La mostra si interroga su come si svilupparono gli eventi tragici nella vita di Semmelweis, e su chi ne fosse responsabile. I suoi contemporanei, o forse lui stesso?
L’attualità della mostra è data dal fatto che l’UNESCO, nel giugno del 2013, ha inserito – su proposta del Museo, Biblioteca ed Archivio di Storia della Medicina – l’opera completa di Semmelweis nel registro della Memoria del mondo.

Dopo la morte di Semmelweis, nel fuoco incrociato delle discussioni, solo alcuni suoi alunni e amici presero le difese delle sue teorie; ma dato che le ricerche batteriologiche avevano rivalutato e successivamente confermato le sue dottrine il suo culto cominciò ad estendersi progressivamente.
In Ungheria la svolta decisiva si ebbe con l’istituzione della Commissione Esecutiva per la commemorazione di Semmelweis, i cui obiettivi tra l’altro prevedevano: l’elaborazione e la divulgazione della sua opera completa, la degna sepoltura delle sue ceneri, la riproduzione in serie del suo ritratto, l’innalzamento di un monumento in suo onore, in uno spazio pubblico, e il riconoscimento del suo operato a livello internazionale.
Il 2 settembre del 1894, presso il cimitero Kerepesi di Budapest, venne così svelato il sarcofago realizzato da Albert Schikedanz (1846-1915). Per quando in piazza Erzsébet di Budapest venne inaugurata una statua in suo onore, ed in occasione della cerimonia ebbe luogo un simposio commemorativo internazionale a lui dedicato, il suo culto si era già ben esteso.
La figura di Semmelweis, genio in parte incompreso, divenne per allora un simbolo, il “Salvatore delle madri”, e negli anni 1930 fu considerato in tutto il mondo un medico modello, pieno di abnegazione e salvatore di migliaia di vite. La molteplicità della sua popolarità e del suo culto viene confermata da una serie di biografie, film, opere teatrali e raffigurazioni in tutti i generi dell’arte figurativa.
Il rafforzarsi del suo ruolo, avuto nelle ospedalizzazioni e terapie ospedaliere, contribuì ad aumentare il suo prestigio e lo contrappose alla figura schematizzata del medico meccanizzato e privo di empatia.

Inaugurazione giovedì 12 Dicembre 2013 alle 19.30

La mostra sarà visitabile fino al 19/1/2014. Orari di apertura: sabato ore 10-12.30 e 13.30-19.30, domenica ore 10-12.30 e 13.30-18. Ingresso libero

Indirizzo: Accademia d’Ungheria
via Giulia 1, Roma
Per info: 06 68896721

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