Un tesoro svelato dell’Ukiyo-e. Stampe della collezione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

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Avvicinarsi al mondo dell’arte xilografica giapponese attraverso le stampe della collezione della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (ex Fondo Contini): questo è l’obiettivo della mostra Un Tesoro Svelato dell’ Ukiyo-e, presso l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. L’esposizione rientra nell’ambito delle iniziative proposte per il 50esimo anniversario dell’Istituto di Cultura.

L’ukiyo-e, o immagini del mondo fluttuante, è un genere di stampa giapponese che trova le sue origini nella nuova cultura cittadina che nasce in Giappone intorno al 1600: si tratta di stampe generalmente commerciali, che raffiguravano la vita dei grandi centri urbani del tempo – Edo (Tokyo), Kyoto e Osaka – i quartieri di piacere, il sumo e il teatro kabuki. E’ proprio la loro finalità commerciale a rendere questo tipo di stampa unico nel panorama mondiale: pur essendo una produzione di massa, commissionata da editori e prodotta per essere venduta, l’ukiyoe presenta una qualità artistica e formale tra le più alte al mondo.
Conosciuto in Occidente soprattutto in relazione ai nomi dei maestri Hokusai, Hiroshige e Utamaro, esso copre tuttavia quasi tre secoli di storia dell’arte giapponese e fu grande fonte di ispirazione per gli artisti impressionisti dell’800: nei manifesti pubblicitari di Toulouse-Lautrec si può infatti vedere l’influenza delle stampe del teatro kabuki giapponese, che cominciavano a circolare in Europa.

Proprio il teatro è uno dei temi principali che percorrono la mostra: “La passione del tempo per il teatro kabuki – spiega in una battuta il prof. Giovanni Peternolli, presidente del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna, nella visita guidata inaugurale della mostra – può essere paragonata a quella dei romani di oggi per la Roma o la Lazio”. Gli attori di teatro erano delle vere e proprie celebrità, di cui si volevano possedere delle immagini, così come delle scene dei più famosi e toccanti drammi visti in scena.

Sia la prima sezione – dedicata alle stampe del Kamigata, la regione di Osaka e Kyoto – sia la seconda e la terza – che espongono il lavoro degli artisti Utagawa Kunisada e Utagawa Kuniyoshi, due grandi artisti del periodo – vibrano delle espressioni severe e attraenti delle maschere dei grandi personaggi del tempo. Che siano raffigurazioni degli attori o scene tratte dalle opere più famose, le stampe stupiscono per la cura dei dettagli più sottili e le soluzioni formali, più rivolte a rendere una sensazione che non la realtà – i capelli, incisi uno a uno a dare una sensazione di volume e ariosità, o la foglia d’oro a rendere i dettagli di un abito in certe stampe del Kamigata, così come la pioggia, delle righe nere che tagliano visivamente la scena, raccontando la cupezza dei momenti più tragici dei drammi.

Un tesoro svelato dell'Ukiyo-e – Stampe della collezione della

Numerose sono anche le stampe pubblicitarie esposte nella mostra: incise nei cartigli ai lati delle figure, o all’interno delle bellissime scene naturali rappresentate, si trovano i nomi di famosi artigiani di Edo e delle loro botteghe di tessuti o di prodotti di largo consumo. Le splendide immagini di fiori e alberi, così come le donne, stilizzate nell’immaginario tradizionale – o per la prima volta realistiche, in abiti più umili e piegate nello sforzo di sollevare un secchio d’acqua, come in una delle stampe di Utagawa Kunisada – sembrano a prima vista raccontare l’estetica giapponese, ma testimoniano invece una vita cittadina ricca, vibrante e intrisa di fascino, che è già commerciale, è già cultura di massa.

Più convenzionali, ma non meno ricche di attrattiva, sono le opere della quarta sezione, dedicata al maestro Utagawa Hiroshige e al suo discepolo Utagawa Yoshiiku: ne fanno parte alcune stampe particolarmente famose anche in Occidente, come alcune delle Cento Vedute di Edo che ispirarono Van Gogh a produrre Il Ponte sotto la Pioggia, o le stampe di Yoshiiku dedicate al Genji Monogatari, il romanzo più importante della letteratura giapponese. Tuttavia ciò che emerge qui con più forza è il senso della natura giapponese – presente sempre, anche nelle scene d’interno, nella forma di un’ortensia o nei petali pallidi su un ramo in fiore, come se quell’unico dettaglio fosse lì a raccontare il mondo intero al di fuori della scena – così come l’idea che l’arte giapponese non abbia tanto lo scopo di descrivere la realtà, quanto le sensazioni che la realtà provoca: delle opere viste non rimane tanto il dettaglio realistico di una figura, o il nome di un artista particolarmente bravo secondo i canoni occidentali, quanto i colori tiepidi della primavera o il freddo della pioggia sulla scena tragica di un dramma kabuki.

La quinta sezione, infine, espone per la prima volta in Italia le stampe per bambini: si tratta di stampe molto rare perché, alla pari dei libri per bambini di oggi, erano fatte per essere usate, ed è eccitante, nel guardare file di pesci diversi o i personaggi tradizionali della cultura giapponese, immaginare bambini di un tempo e di un luogo lontanissimo giocare in un modo per nulla diverso dai nostri.

La mostra Un Tesoro Svelato dell’Ukiyo-e è una porta che si apre sul mondo dell’arte giapponese, raccontando gli aspetti meno noti dell’ukiyo-e attraverso le stampe del Fondo Contini nella splendida cornice dell’Istituto di Cultura Giapponese di Roma, edificio in cui elementi strutturali occidentali si fondono con la delicatezza degli interni in stile tradizionale giapponese. L’esposizione resterà aperta fino al 14 dicembre 2013, offrendo per un mese la possibilità di immergersi nella bellezza soffusa ed elegante di un’arte distante dalla nostra, ma proprio per questo particolarmente ricca di fascino.

La mostra sarà visitabile fino al 14 dicembre 2013. Per info sugli orari: 06 3224794.

Indirizzo: Istituto Giapponese di Cultura in roma, via Antonio Gramsci, 74

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